Basta, è ora di finirla.
L’Italia, per carità, bel paese, anzi Belpaese, però che palle, durante i mondiali non si può. Non si può. Fin quando non usciamo per non essere riusciti a segnare per la settima partita di seguito tutti sono pronti a giurare che sia l’anno buono, la stampa estera ci dileggia, più o meno a ragione e con più o meno stile, e noi ci incazziamo. Possiamo dircelo da soli, che facciamo schifo, ma non sia un crukko malettetten. Lo dico apertamente perché, beninteso, io rientro in pieno in questo quadretto.
Ma insomma le voci girano, e c’è chi sostiene che la nostra squadra vinca senza meritare appieno, in circostanze, uhm, non proprio premeditate, in seguito ad accadimenti non troppo intenzionali.
Nulla di più falso. E proprio per dimostrare la totale infondatezza di questa teoria, ho chiesto un prestito a Enver e a nome di WM mi sono recato a studiare da vicino, per una settimana, la preparazione nostra e quella dell’Ucraina, che ho poi dettagliatamente confrontato. Converrete che le piccole discrepanze riportate sono dovute a secondarie divergenze di vedute nell’ambito della preparazione calcistica: e qui è evidente che gli effimeri ucraini non hanno nulla da insegnarci. Ma faccio parlare i fatti:
Venerdì 23
Loro. La nazionale ucraina si sveglia la mattina alle 5, fa una corsetta di 50 chilometri per sciogliersi, quindi una partitella undici contro undici ma in due stadi differenti, poi altri 25 chilometri defatiganti, gioca la partita con la Turchia il pomeriggio e torna in albergo (andata e ritorno sono in autostop). L’albergo, come noto infestato dalle rane, è un due stelle di proprietà di un certo Mario Schnellinger, che odia tutti i popoli dell’est Europa e di notte ripopola le rane di proposito. Shevchenko, che non aveva trovato un passaggio, rientra in ritardo e viene multato di 25 rubli, ma sceglie di commutare la pena con l’aratura di un campo circostante.
Noi. La squadra azzurra, per riprendersi dalle fatiche della partita del giorno prima, si sveglia il pomeriggio alle quattro. Cannavaro va al suo frigo (nel sei stelle in cui alloggia l’Italia ogni giocatore ha un suo frigo personale) e ingurgita sedici salamini mentre guarda fisso in camera cercando di apparire magnetico (per contratto Cannavaro è protagonista di un reality show ripreso da una telecamera piazzata nel suo frigo). Alle sei tutti dal massaggiatore ayurvedico per farsi aprire i Chakra, tutti tranne Del Piero, che è sul campo a sgambare perché Lippi vuole provarlo come centrocampista di fascia. A casa sua, in Italia, Sandreani realizza finalmente di non essere stato chiamato a commentare la nazionale (oh, esclama).
Sabato 24
Loro. I giocatori ucraini passano la mattinata a tirare calci di punizione, milleduecento ciascuno, tranne i portieri che però se non ne parano almeno la metà non hanno diritto al pranzo. Nel pomeriggio passano otto ore a provare gli schemi, poi tornano in albergo dove non dormono, perché Hans, il figlio del tenutario, odia i popoli dell’est Europa e ha dotato le rane di megafono.
Noi. Dopo una lunga serie di partite infuocate a Pro Evolution Soccer, i nostri, seguendo il rigoroso programma predisposto dal tour manager, si fanno esorcizzare. Tutti, tranne Del Piero, che sta nel campetto dell’albergo a giocare con i primavera del Wolfsburg perché Lippi vuole provarlo come terzino sinistro. Sandreani prova a prendere l’aereo che aveva comunque prenotato per seguire gli azzurri, ma inspiegabilmente non si trova il suo posto (oh, esclama).
Domenica 25
Loro. Gli Ucraini passano la mattinata alle terme, dicono loro, nonostante il depliant delle famose sabbie mobili di Kaiserslautern trovato alla reception, nel cassetto del signor Schnellinger, la dica lunga. Sfruttata l’occasione per fare un po’ di esercizio, tornano in albergo dove le rane, meravigliate dalla scoperta dei megafoni, hanno chiamato i parenti per farglieli provare.
Noi. Domenica è il giorno del Signore: in omaggio a ciò, la preparazione fisica degli azzurri si limita a quattro vasche avanti e indietro in una piscina riempita di acqua santa. Ci sono tutti: tutti tranne Del Piero, che corre nella piscina dei bambini, perché Lippi vuole provarlo come centromediano metodista anfibio. Sandreani, arrivato in hotel in taxi (1468 euro di taxi), scopre con un leggero disappunto che la sua camera in albergo sembra essere stata disdetta da qualcuno(oh, esclama).
Lunedì 26
Loro. Per non affaticare troppo i giocatori, la preparazione fisica la mattina si limita ad un’amichevole contro le squadre A e B del Borussia Dortmund, del Borussia Mönchengladbach e del Borussia Monaco, tutte insieme, più chiunque altro desideri giocare. Al ritorno in albergo, a causa di un’inspiegabile quanto sfortunata incomprensione, trovano la porta chiusa e apparentemente nessuno dentro, così devono dormire sul ciglio della strada, accanto alle rane che gracidano estatiche per la compagnia.
Noi. Per non affaticare troppo i giocatori, la preparazione fisica la mattina si limita a bruciare dodici montoni ed impilare gli ex-voto del team azzurro in un vicino tempietto dedicato a Giove Commissario tecnico. Tutti tranne Del Piero, impegnato a Borussia nell’amichevole contro l’Ucraina, perché Lippi vuole provarlo come Uomo tra la folla. Sandreani, che non riesce a trovare l’albergo azzurro, finisce a cenare in un bar portoghese e a guardare con gli autoctoni Portogallo-Olanda, partita che, dichiara ad alta voce, prevede “calma e nient’affatto probante” (oh, esclamerà poi).
Martedì 27
Loro. In seguito ad una decisione concorde di tecnico e giocatori la seduta di allenamento è sostituita da una battuta particolarmente agguerrita di caccia alla rana. Successivamente i cadaveri sono portati a Frau Hoffmann, la moglie del tenutario, perché li ricicli come cena. Frau Hoffmann li saluta con un sorriso. Appena lasciato l’hotel, il sorriso di Frau Hoffmann si tramuta in ghigno, ed ella sfoga il suo inveterato odio verso i popoli dell’est Europa iniettando personalmente metà boccetta di Guttalax ad ogni rana che sta friggendo. A notte fonda l’usuale gracidare delle rane viene sostituito dalle disperate urla di dolore dei giocatori ucraini.
Noi. In seguito ad una decisione concorde di tecnico e giocatori, la seduta di allenamento è sostituita da un pranzo luculliano offerto dagli sponsor della nazionale a tutti. Tutti tranne Del Piero, impegnato a parare i rigori agli Allievi dello Schalke 04, perché Lippi vuole provarlo come quarto portiere. Sandreani, sceso a fare colazione, viene imbavagliato, incappucciato, incaprettato, impacchettato e rapito da un manipolo di uomini in passamontagna accompagnati da un rumore curiosamente simile al fado.
Mercoledì 28
Loro. Il mercoledì è la giornata dedicata alla preparazione mentale: uno Psicologo Motivazionista con alle spalle un passato di Torturatore Sadomaso in Siberia viene chiamato a parlare alla squadra. La famiglia Schnellinger, constatatone il piglio severo, decide di prendersi un giorno di vacanza.
Noi. Il mercoledì è la giornata dedicata alla preparazione mentale: il Maestro Do Nascimento, in cambio dell’amnistia plenaria, dirige energie positive sugli azzurri presenti alla sua seduta. Cioè tutti, tranne Del Piero, impegnato a seguire un corso di fisioterapia perché Lippi vuole provarlo come massaggiatore. Nessuna traccia di Sandreani.
Giovedì 29
Loro. L’Ucraina si prepara ad affrontarci disputando un’amichevole contro i Giganti della Montagna. Uto Schnellinger, passato a trovare suo cugino Mario, prova ad impallinare un paio di questi abitanti dell’est Europa che lui odia, ma gli Ucraini sfruttano l’occasione per fare una sgambata e ne escono illesi.
Noi. L’Italia si prepara ad affrontare l’Ucraina facendosi riequilibrare il karma da un professionista, mentre un team di Conigliette Professioniste importate dalla villa di Hugh Hefner serve da bere a tutti. Tutti tranne Del Piero, impegnato a travestirsi, perché Lippi vuole provarlo come De Rossi. Ancora nessuna traccia di Sandreani.
Venerdì 30
Loro. Finalmente il giorno della partita. Gli Ucraini lasciano l’albergo alle tre del mattino per recarsi allo stadio di Amburgo a piedi. In questo modo peraltro evitano l’invasione di cavallette che la famiglia Schnellinger stava preparando, buon per loro.
Noi. La compagine mundial si reca allo stadio su 22 SUV personalizzati, uno per uno, uno per tutti.Tutti tranne Del Piero, cui viene data una cinquecento vecchio modello e della pittura tricolore da applicarsi sul petto e sul viso, perché Lippi vuole provarlo nel ruolo del tifoso conciato come un pirla. Sandreani si sveglia, ancora un po’ indolenzito ma in perfetta salute, nel suo salotto. Beve un po’ d’acqua e fa per accendere il televisore, quando improvvisamente un black-out paralizza l’erogazione elettrica nel quartiere (oh, esclama). Se ce la farà a vedere la partita, se riuscirà a seguirla, potremo dirlo solo stasera.
Germania - Argentina
. 1 rigore per la Germania su punteggio di parità
. 1 espulsione diretta per fallo su Ballack a centrocampo che si metterà a rotolare per 5 minuti
. Divorzio per Franz Beckembauer nell'intervallo
Italia - Ucraina
. 15 fuorigiochi inesistenti fischiati su Inzaghi
. Totti batterà tutte le punizioni dalla nostra metacampo direttamente in porta
. Blokhin si chiederà per un tempo come mai il Trap non usi più i fischi con i suoi
